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domenica

Riflessione semi-religiosa. Dalle letture di oggi:

Dio: “[Adamo], dove sei?
Adamo: “ho udito la tua voce, ho avuto paura perchè sono nudo, e mi sono nascosto”
Dio: “Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?”

Ok. Stop. Rewind.
Sappiamo che parliamo per metafore. Sappiamo, scientificamente, che non c’è mai stato nessun Adamo, e che Dio – sulla cui esistenza non voglio aprire un dibattito in queste sede- non ha mai parlato a nessuno in questo modo. Qui mi riferisco all’uso che fa la Chiesa di questo testo.
Allora, siamo nel Giardino dell’Eden (ovvero: siamo in una metafora, non in un posto fisico). Adamo ed Eva (=l’umanità) vive nella sua beata ignoranza. C’è l’Albero, il famigerato melo. Mangiare i suoi frutti, stando alle letture, permetterebbe di avere il discernimento tra bene o male. Tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. In altre parole, mangiare quel frutto significa acquisire capacità di discernimento, di giudizio etico.
E a “Dio” (ma fatemi il piacere, si tratta della Chiesa, che propina queste letture) questo non sta bene.
Togliamo le maschere: Dio non c’entra. E’ la Chiesa che con questo passaggio cerca di inculcare nelle “menti semplici” che tanto apprezza (oggi tra l’altro, elogio di Bernadette, la quale avrebbe avuto la visione della Madonna proprio perchè pura e “semplice”, ovvero ignorante) il messaggio che la conoscenza è peccato. La capacità critica è peccato. Interrogarsi su cosa sia giusto e cosa no, è peccato. “Dio” (ma Dio, o la Chiesa?) vuole che noi non ci poniamo dubbi, non proviamo usare il nostro cervello, sono i pastori che guidano i pecoroni, pardon, gli agnelli del gregge divino a dire loro cosa è giusto e cosa è sbagliato.
E così sia.
Amen.

“A veil of ignorance is in motion / Continuing throughout generations” (“The Serpentine Offering”, Dimmu Borgir)

 
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Posted by on 8 December 2013 in Uncategorized

 

Giovedì

Solitamente non parlo di politica. Ma oggi, visto l’episodio eclatante (?) del voto favorevole del senato alla decadenza di Berlusconi, voglio raccogliere qui due considerazioni.
In maniera grezza, senza rivederle, così come le ho messe su facebook.

Le bagasce di forza Italia in nero perché sono “in lutto” mi fanno venire il vomito.
Io sono tutt’altro che di sinistra, in certi casi ho “difeso” Belusconi a costo di essere impopolare. Ma questa pagliacciata è inaccettabile. Con quello che succede nel mondo, nella nostra Italia, con gente che si ammazza perché non ce la fa più, mettersi a lutto per il pensionamento forzato di Silvio è vergognoso.
Non ho parole per esprimere il mio ribrezzo.

Momento di disgusto numero due (la par condicio): quella quota di antiberlusconiani ad oltranza, quelli che non pensano: “adesso che tutti hanno visto che il re è nudo, rimbocchiamoci le mani e facciamo vedere cosa possiamo fare”, ma quelli per i quali la priorità massima è trovare qualcun altro a cui dare la colpa della propria inconsistenza.
Utili come un paio di scarpe a una cernia, e con lo stesso spessore morale e q.i. (delle scarpe, non della cernia).

 

Niente disturba di più il prossimo quanto il dover constatare che hai la facoltà di pensarla diversamente da lui
(Gianni Brera)

 
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Posted by on 28 November 2013 in Uncategorized

 

è colpa vostra!

è colpa vostra…facile.

 
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Posted by on 26 November 2013 in Uncategorized

 

Venerdì

poche parole, che parlano i fatti (e le immagini).

Enjoy!

ps: this post is spoiler-free

Every death in “A Song of Fire and Ice”

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Posted by on 22 November 2013 in Uncategorized

 

Venerdì

E dopo più di 685 ore di gioco effettive, il buon Thomen si gode il meritato riposo…

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anche se magari, a tempo perso, qualche favore alla Gilda dei Ladri si potrà ancora fare, ogni tanto e senza impegno…

 
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Posted by on 16 November 2013 in Uncategorized

 

Giovedì

Un capolavoro. Questa versione è semplicemente fantastica.
Che poi non ti aspetti che il tedesco possa essere una lingua musicale: va bene per gli altri pezzi dei Rammstein, roba dura (“Du hast”, “Amerika”, “Ich Will”…..), dove questi suoni spigolosi e gutturali vanno benissimo. Ma poi ascolti pezzi come “Ohne dich” e i pregiudizi sulla lingua di Goethe e Brecht vacillano.
Fino quando, poi, arriva lei. Arriva questa canzone perfetta nella sua semplicità, con questo video azzeccatissimo, con Till Lindemann semplicemente fantastico, con la sua voce che, sorpresa, non è solo un ruggito, è anche una carezza, calda. Un calore che non è quello di un raggio di sole, ma piuttosto quello di una lacrima. Quello del fuoco di un cuore che brucia, come nel titolo: “Mein Herz Brennt”

qui sotto, il testo (in tedesco ed in inglese)

Nun liebe Kinder gebt fein acht
ich bin die Stimme aus dem Kissen
ich hab euch etwas mitgebracht
hab es aus meiner Brust gerissen

Mit diesem Herz hab ich die Macht
die Augenlider zu erpressen
ich singe bis der Tag erwacht
ein heller Schein am Firmament
Mein Herz brennt

Sie kommen zu euch in der Nacht
Dämonen Geister schwarze Feen
sie kriechen aus dem Kellerschacht
und werden unter euer Bettzeug sehen

Nun liebe Kinder gebt fein acht
ich bin die Stimme aus dem Kissen
ich hab euch etwas mitgebracht
ein heller Schein am Firmament
Mein Herz brennt

Sie kommen zu euch in der Nacht
und stehlen eure kleinen heißen Tränen
sie warten bis der Mond erwacht
und drücken sie in meine kalten Venen

Nun liebe Kinder gebt fein acht
ich bin die Stimme aus dem Kissen
ich singe bis der Tag erwacht
ein heller Schein am Firmament
Mein Herz brennt

Mein Herz brennt

Now, dear children, pay attention *
I am the voice from the pillow
I have brought you something
I ripped it from my chest

With this heart I have the power
to blackmail the eyelids
I sing until the day awakes
a bright light on the heavens
my heart burns

They come to you in the night
demons, ghosts, black fairies
they creep out of the cellar shaft
and will look under your bedding

Now, dear children, pay attention
I am the voice from the pillow
I have brought you something
a bright light on the heavens
my heart burns

They come to you in the night
and steal your small hot tears
they wait until the moon awakes
and put them in my cold veins

Now, dear children, pay attention
I am the voice from the pillow
I sing until the day awakes
a bright light on the heavens
my heart burns

My heart burns

unofficial translation by J.Williams 

per i più curiosi che sono arrivati fino a qua, aggiungo anche il video della versione “standard”, più cattiva, ma non meno geniale:

 

 
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Posted by on 14 November 2013 in Uncategorized

 
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domenica

domenica

beh, geniale

 
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Posted by on 11 November 2013 in Uncategorized